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Alabama, dopo la pesatura... PDF Stampa E-mail

L’articolo che state per leggere è una sintesi di un interessante pubblicazione americana che ci descrive quanto viene fatto in altri Paesi in ricerca e conservazione del nostro amato bass, siamo sicuri che quanto riportato interesserà molti pescatori anche perché si parla sempre di attrezzature ma sempre troppo poco di come viene gestito il bassfishing nel Paese che l’ha inventato.

Ringraziamo il Dr. Mario Marconi che gentilmente ci ha messo a disposizione questa recensione, per chi volesse approfondire la pubblicazione originale i riferimenti sono :

2008- HUNTER Ryan W. ,MACEINA Michael J.
Dispersal of Tournament-Displaced Largemouth Bass and Spotted Bass in Lake Martin, Alabama North Am. Journal of fish.manag., , vol. 28, n°II, pp. 678-687

Buona lettura a tutti.

Il mondo dei tournament USA con le sue magliette colorate, le barche filanti ed i premi a cinque zeri è di grande attrattiva per noi “poveri” bassangler europei.

Tuttavia, oltre a questi luccicanti aspetti, il multiforme circuito agonistico americano cammina di pari passo con i “wildlife&fisheries management” statali e universitari. Questi Istituti offrono un supporto scientifico che spesso indirizza con obiettività coloro che hanno a cuore la salvaguardia di questo pesce, sulle cui spalle si regge non solo il circuito dei tournaments, ma anche buona parte della pesca sportiva in acque dolci in USA.

Gli studiosi del Department of Fisheries della Auburn University, in Alabama, uno Stato famoso per la ricchezza dei suoi bacini, si sono proposti di analizzare gli effetti del rilascio “di massa” che avviene dopo la pesatura di una gara.

Come tutti sanno, l’ampiezza dei bacini in cui si svolgono queste manifestazioni obbliga gli organizzatori a rilasciare i pesci a grandi distanze dal luogo di cattura, in genere nei pressi del sito di pesatura.


I ricercatori hanno ragionevolmente ipotizzato che il trasporto e l’accumulo di bass in un unico punto possa avere effetti negativi sulla popolazione, la riproduzione e la pesca. La sperimentazione è partita su un bacino di 16.000 ha, catturando trentanove persici trota delle specie Micropterus salmoides e M. punctulatus.

A partire dalla primavera del 2005 questi individui sono stati sottoposti ad impianto di piccoli trasmettitori radio e monitorati per quasi 1 anno. Venti di questi pesci sono stati trasportati in un tipico sito di rilascio (imbarcadero) utilizzato durante le gare in Alabama, per osservare l'effetto dello spostamento da torneo simulato e per la valutazione del movimento e della dispersione. Gli altri pesci sono stati rilasciati dopo l'impianto delle radio nel loro sito di cattura: questo gruppo è servito chiaramente come “gruppo di controllo”.

In aggiunta, nell'autunno del 2005, 7 pesci per ciascuna specie sono stati presi direttamente dopo una pesatura di una gara, impiantati con trasmettitori e monitorati per 140 giorni per studiarne il comportamento post-release.


I trasmettitori sono stati inseriti chirurgicamente sotto l’epidermide. Caratterizzati da una forma ultrapiatta e da dimensioni ridottissime (1,2 gr con antenna filiforme) , possono essere impiantati senza modificare sostanzialmente il comportamento del pesce a patto che non superino il 2% del peso dell’individuo campione. Alimentati da una batteria di ossido di argento, possono durare fino a 150 gg.

I risultati


In primavera, dopo 3-4 settimane gli individui “emigrati” vagano di più rispetto ai pesci di controllo e si disperdono dal sito di rilascio più ampiamente nel corso del tempo. Il movimento e il comportamento dei pesci “emigranti” risultano alterati per un periodo fino a 6 mesi dopo il rilascio a confronto con il pesce di controllo.

Dopo 10 settimane, i primi avevano percorso una media di 7,4 km mentre i pesci di controllo avevano effettuato spostamenti in media di 1,3 km. Durante i primi 6 mesi, il movimento giornaliero è risultato da due a cinque volte maggiore nei bass “emigrati”.
Il terzo gruppo, cioè i bass prelevati alla pesatura di una gara, in autunno, si sono dispersi molto meno rispetto a quelli sottoposti a spostamento simulato nella primavera del 2005; in questo caso la minore dispersione è dovuta alla caduta autunnale delle temperature e del soleggiamento. Alcuni pesci sono rimasti entro 2 km dal sito di rilascio per almeno 3 mesi.

Tra l’autunno del 2004 e la primavera del 2005, i pescatori hanno liberato almeno 6.600 black bass nel sito in cui terminava la gara, veniva effettuata la pesatura e il successivo rilascio. I ricercatori hanno anche stimato che, entro 2 km dal sito di rilascio, la biomassa dei bass abbia subito un incremento di 6-9 kg/ha, comportando un probabile aumento del 50-100% nella biomassa rispetto ai bass stanziali, con evidenti problemi di aumento della competizione territoriale ed alimentare.

La conclusione di questo lavoro è un indirizzo, rivolto agli organizzatori dei circuiti agonistici di favorire quei regolamenti che ammettono l'uso di imbarcazioni di rilascio, attrezzate con ampi live-well, che possano ridistribuire omogeneamente gli individui nel bacino con rilasci multipli.

Dr. Mario Marconi
Dipartimento di Biologia Molecolare, Cellulare e Animale
sez. Ecologia - Università di Camerino
Consulente Ittiologo per le Amm.ni Prov.li di Macerata e Ancona

 

 

 

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