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Bass sota la Madunina PDF Stampa E-mail
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Che strana Milano..o la ami o la odi. Non ci sono mezze misure per questa città, bonariamente chiamata da alcuni amici che spesso vengono a trovarmi come “lo zoo”.Colti da shock per la confusione, il traffico, le poche aree verdi in loco e la frenesia di tutto. Tutto e sempre, dalla mattina, all'happy hour e alla sera.

Ho specificato “happy hour” perchè ormai a Milano già da 6/7 anni è considerata come vera e propria fase temporale della giornata. Dopo il lavoro, orde di persone consumate da 8 ore davanti al pc all'ultimo grido (meglio un Mac ora, fa più tendenza) accorrono nei diversi clubs, bar,baretti, chioschi, etno-chic,fusion global,ice bar e chi più ne ha più ne metta, di tutti i tipi e non importa che tu ne abbia realmente voglia, l'importante è esserci. Farti trasportare da quella vena dell'essere “milanes”, dai tram e dei suoi rumors, per essere più “glam” e meno “out”.

C'è il locale del lunedi, quello che non puoi disdegnare il mercoledi e cosi via, ma i milanesi fuori dal loro habitat? Ipercritici e permalosi, senza dubbio. E Poi? Mah, non saprei...penso che come spesso mi capita, Milano dopo un po' manca...ci sei nato, hai una sopportazione allo stress fuori dal comune e forse una vita troppo calma e piatta stufa. Battaglie sulle tangenziali, lotta ai mezzi pubblici, San Siro, i Navigli d'estate e Corso Como d'inverno

Un must. I primi segnali di rivoluzione per l'Expo 2015 prevedono un futuro ancora più caotico per ridisegnare Milano. Sempre meglio quindi...saranno tante le strutture a ottimizzare ancora la città: parlano di diverse aree verdi. Me lo auguro, di cuore. A causa delle costruzioni selvagge intorno agli anni '60/'70 , la “city” ha diverse cave di estrazione attorno al suo epicentro: sono più di una trentina. Penso che già questo sia un primo segnale che può dar sfogo alla nostra ricerca del nostro amato bass.

Calma: non tutte ovviamente popolate dal predatore che ci interessa, anzi in realtà la maggior parte sono cave o laghetti per la pesca sportiva, molto frequentate d'inverno per la pesca alla trota -anche 1500 ingressi giornalieri- e nei mesi caldi per la pesca alla carpa o più esotici amur, temoli russi, pesci gatto di tutte le specie e cosi via... Presenti fenomeni di bracconaggio e inquinamento per quelle libere, stanno sicuramente meglio le aree gestite privatamente che, grazie ad un'attento controllo sul pesce e sulle zone circostanti mantengono ancora un soddisfacente grado di naturalezza.

Eclatante e scandaloso il caso del lago di Basiglio, zona sud di Milano: il dicembre 2007 ha visto l'ennesimo inquinamento con liquidi di scarico e una moria impressionante di pesce, di tutti i tipi: bass,lucci, reali e cosi via. Complimenti signori responsabili, ci siete riusciti davvero stavolta a farcelo morire. Due i destini di questa tipologia di ambienti, quindi: o ambienti per la pronta pesca e per forza di cosa maggiormente antropizzati oppure laghi lasciati “vivere” dove Madre Natura fa il resto. Per la fortuna degli appassionati in città e per quelli invece che si stanno avvicinando al variopinto mondo della pesca al centrarchide, esistono ancora delle realtà, ormai da seguire e preservare con tutte le forze: una di queste è il Lago Pianeta Verde.

La sua nascita non si discosta per nulla dalle altre in provincia: cava di estrazione per i materiali per l'edilizia, medie dimensioni ed elevata profondità. Altra caratteristica la grande limpidezza dell'acqua, denominatore comune un po' per tutte le acque in cui peschiamo di sovente. Il lago si estende per circa 115 mila metri quadrati, dando quindi ampio spazio alle nostre pazzie. Anche per brevi pause pranzo, levatacce mattutine o “coup de soir” (...se non siete a fare l'happy hour”..) la vicinanza ci permette momenti di relax anche molto veloci. Strutture come alberi,fascine,canneti e sassaie la fanno da padrone, il contesto è molto appagante e naturale. Grazie alla gestione oculata di un rigoroso e obbligatorio catch&release i titolari Cristian e Beppe hanno permesso di continuare questo sogno: uno spot in città. Oltre al bass sono presenti altri predatori come lucci,perca e persici reali. Triotti, cavedani e gardon invece fanno parte della comunità della minutaglia del posto. Lo specchio d'acqua richiama anche diversi appassionati di carp fishing, con catture di esemplari davvero degni di nota. Non c'è nessuna tecnica che non possa funzionare al Pianeta Verde: dal finesse alla pesca con le swimbaits,tutte possono rappresentare la chiave giusta per una bella cattura. Certo, è davvero importante capire in quali situazioni preferire una rispetto all'altra ma sicuramente bass del “PV” non sono classisti.

Una tra le più particolari è quella che pratichiamo di sovente nelle fascine disseminate lungo il lago.In pratica sono ammassi di ramaglie che coprono area abbastanze estese (anche 30 metri quadrati l'una) e molto molto fitte. Queste zone rappresentano area di rifugio per la minutaglia del lago e, guarda caso, anche per il bass. Si pesca principalmente a flipping e pitching, con pose silenziose tra un varco e l'altro. Ultimamente in questi spot sto utilizzando con grande soddisfazione la treccia. Con diametro di almeno 55 lbs,, l'assenza di elasticità permette di ferrare tempestivamente e aver quel decimo di vantaggio per estrarre il bass da queste difficili coperture.

Davvero ottimo l' Uni knot per legare le nostre insidie, che va comunque di tanto in tanto rifatto da zero. Essendo comunque una zona frequentata tutto l'anno da predati e predatori, questa pesca ci permette di avere gustosi strike tutto l'anno. Non sporadiche infatti le catture anche nei mesi di dicembre,gennaio e febbraio quindi cosa di non poco conto se la nostra “bramosia” non si è ancora placata. Quali artificiali scegliere? Beh, direi di preferire sicuramente esche molto compatte e dritte. Ottmi risultati si sono ottenuti con gamberi (Molix Caleo Craw, Imakatsu Dynagone,Yama Craw, Deps Clap Craw,Berkley Chigger Craw, solo per citarne alcuni) piombati anche fino a 1 oz, quando si fa davvero fatica a perforare. Molto penetranti e di grande aiuto le Tungsten Bomb di Molix, disponibili da ½ oz fino a 1-1/4 oz.

La discesa sul fondo della nostra insidia è davvero importante:difficilmente in questi spot il bass attacca l'esca in caduta, lo fa appena “tuona” il fondo. Massima concentrazione perchè tante volte le mangiate sono davvero subdole e anche qui il braid (ora utilizzo il Bawo Braid da 55 lbs di Toray) è di fondamentale aiuto. Un'altra tipologia di lures davvero efficace è la softbait dritta anche di dimensioni abbastanza generose. Molix Sidus 120 e 145, il mitico Senko di Yamamoto nelle varie misure, Deps Deathadder, Lake Fork French Fry, Zoom Double Ringer come alcuni modelli di riferimento. Con quest'ultimi artificiali l'entrata è massima e riusciremo ad infilare la nostra insidia ovunque e se avremo ancora l'accortezza di utlizzare un amo di tipo Offset avremo veramente un rig molto compatto e filante.

Per le colorazioni nella pesca in fascina rimanere nel convenzionale non guasta,anzi: le acque sono davvero limpide, figuriamoci nei mesi freddi. Green pumpkin,watermelon per le giornate più chiare, smoke,bloody pumpkin e black per quelle piovose e con scarsa visibilità.Nei momenti di apatia e per scivolare ancora meglio in mezzo alle strutture anche l'impiego dello scent può essere ottimale alla fine della fatidica “bussatina”. Ma forse è con l'inizio dei primi tepori primaverili che la pesca diventa ancora più divertente e gratificante. Il bass si avvicina alle sponde rocciose ed è quindi interessante la pesca con esche veloci. Spinnerbait, crank e lipless su tutti. Cerco di utilizzarli al Pianeta Verde quando c'è almeno un po' di brezza che increspa la superficie. Si nota davvero come in queste condizioni il pesce sia disposto ad inseguire le nostre insidie.Il lancio sempre vicino alle strutture è quello che come sempre garantisce miglior chances di successo. Attenzione all'avvicinamento, che qui è fondamentale più che in altri ambienti. Infatti è negli anfratti del sottoriva che il bass si nasconde e con lunghi lanci paralleli avremo la possibilità di sondare velocemente ampi tratti del lago. Lo spinnerbait ha bisogno di poche presentazioni, è ormai anni che continua a mietere “vittime” senza alcun segno di stop.

Scelgo le versioni a doppia paletta (double willow) per battere più superficialmente e in velocità le sponde, la single willow è per me più adatta a recuperi più lenti in profondità,anche con partenze e stop contro i sassoni ubicati in tutto il lago. Spinnerbait efficaci ad esempio i Waterlash e T Slash di Molix, D Zone e Delta Force Ever Green, High Pitcher OSP. Ma quanti saranno i modelli di spinnerbait in commercio? Diecimila? Ecco, ognuno avrà le sue fisse e preferenze personali, quindi...a voi la scelta, come sempre. Canna ad azione regular e un buon nylon da 14 libbre è la mia scelta in questo frangente. Per imitare la minutaglia dell'invaso niente di meglio che un buon crank, ottimo da marzo a tutto ottobre. Importante cercare con questa lure il contatto con qualcosa: sasso, tronco, contro le draghe del lago..quando “cozza” il crank ha davvero una marcia in più che se nuotasse libero e a mezz'acqua senza incidenti sul suo percorso. Le tinte che si avvicinano più agli shad del Pianeta e (scardole, gardon, piccoli cavedani) sono sicuramente quelle più catturanti insieme a quelle che imitano il gambero, non ancora presente in maniera cosi massiccia come in altri laghi anche adiacenti. Scelgo il modello a seconda dello strato d'acqua che voglio battere ma non solo...non è detto che un crank capace di nuotare fino a 3 metri non sia efficace anche in due spanne d'acqua, continuerà a sollevare limo e sedimento dal fondo, vera calamita per i nostri bass.

Quando veramente il vento è forte, abbiamo la volontà di cercare il pesce velocemente e in fretta (tipico dei milanesi, tutto e subito..) allora la nostra carte vincente può essere il lipless. Super distanze di lancio, ottimo individuazione da parte dei bass e pesca relativamente semplice. Provatelo con fiducia, è sicuramente uno degli artificiali più sottovalutati del panorama che il mercato ci offre. Quando invece il pesce è svogliato, tipico di queste giornate calde e afose il finesse è davvero l'arma più efficace sia come quantità e qualità di abboccate. La pesca con esche morbide weightless, skippate sotto le fronde e strutture (da poco sono stati inseriti in acqua dei bancali che offrono ombra al pesce, riparo per le ore più soleggiate) rappresentano una scelta sicuramente vantaggiosa. Anche il wacky rig, spiombato o su jig head leggere e lo split shot con esca dritta o sempre a wacky sono ottime. Recuperi al rallenty ed esca nella strike zone per lunghi momenti ci garantiscono delle interessanti ferrate.

L'alba e il tramonto saranno i momenti più belli per la pesca topwater. Qui,oltre che molto divertente e appagante è numericamente per numero di attacchi da provare sicuramente. Popper, walking the dog, buzz bait, crawler e frog procureranno chiassose mangiate. Anche qui se ci sarà un po' di vento, l'efficacia sarà maggiore. Canne ad azione regular e un buon monofilo da 14 lb in su è la scelta più oculata. Per la pesca con la frog, la mia scelta cade, cosi come per le fascine sopracitate per un buon braid. La differenza di resa e di successo in ferrata è notevole.

Vi ho portato solo alcuni esempi sulle tecniche che rendono al PV: se avrete la voglia di pescarci non dimenticate la vostra voglia di provare sempre cose nuove e diverse, uscendo dai canonici diktat. Il Pianeta è un sogno ad occhi aperti, portatelo anche voi avanti. Rispettate il rigoroso Catch and Release del lago e da quest'anno il mese di chiusura (maggio) per le cure parentali del nostro amico.

A maggio andate a fare l'apertivo, conviene a voi e ai pesci che stanno procreando nuove piccole e guizzanti emozioni.

Rispettate l'ambiente, diversi i cestini nel lago perchè tutto sia pulito e decente. Mi raccomando, like no others.

Appuntamento al mio prossimo bass pensiero.

Maurizio Manzi

 

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